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Riforma istituti tecnici, proclamato lo stato di agitazione.

News e Comunicati

La Federazione Gilda Unams e le sigle sindacali del comparto Istruzione e Ricerca Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal  Anief hanno proclamato lo stato di agitazione che coinvolge tutto il personale- Docenti , ATA  e Dirigenti- degli Istituti Tecnici statali. Contestualmente è stata attivata la procedura prevista dalla normativa vigente per il raffreddamento del conflitto e il tentativo di conciliazione.

Il documento sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e alegato al presente articolo, individua tre punti centrali, tutti legati agli effetti concreti della riforma degli I.T.S. sulle cattedre dei docenti attualmente in servizio.

In primo luogo, viene richiesta la tutela della titolarità dei docenti coinvolti nell’introduzione dei nuovi percorsi degli istituti tecnici a partire dalle classi prime dell’anno scolastico 2026/2027. al fine di evitare situazioni di esubero legate alla revisione dei quadri orari delle discipline.

Un secondo punto riguarda la necessità di intervenire sul piano normativo, con una modifica dell’articolo 26-bis, comma 1, del decreto-legge 144/2022, in particolare per quanto concerne l’allegato 2-ter  che definisce le articolazioni orarie  dei nuovi indirizzi.

Infine, le organizzazioni chiedono una revisione del decreto ministeriale 29/2026, che definisce i  quadri orari degli istituti tecnici riformati e  necessita di adeguamenti per garantire la continuità del servizio e la certezza dei rapporti di lavoro.

In base alle disposizioni vigenti, è stato richiesto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di convocare il tentativo obbligatorio di conciliazione. Questa fase rappresenta un passaggio imprescindibile prima di eventuali azioni di sciopero nel settore pubblico, e il MIM ha a disposizione tre giorni lavorativi per fissare l’incontro tra le parti dal momento della ricezione della comunicazione.

L’esito del confronto darà luogo alle successive determinazioni da parte delle OO SS che potranno contemplare azioni di mobilitazione più incisive o individuazione di  soluzioni condivise sui profili normativi e contrattuali oggetto di criticità.