Buon inizio di anno scolastico a tutti i colleghi e a tutto il personale della scuola. Sono passati 12 mesi, ma restano i problemi di sempre, con il fardello di un anno in più, spesso incancreniti e apparentemente irrisolvibili:
Normativa indecifrabile e confusa che crea solo incertezza;
scuole molte volte con spazi inadeguati e non a norma;
docenti sempre più arrabbiati (troppo spesso solo sui social); rinnovo del contratto che procede a rilento e con risorse insufficienti e offensive sia per i docenti che per il personale ata;
precariato infinito, afflitto da un reclutamento confuso e iniquo;
classi affollate;
burocrazia molesta;
contributi alle scuole paritarie che crescono in proporzione a maggior ritmo rispetto a quanto stanziato per la scuola pubblica;
scuola dell’infanzia cenerentola dell’istruzione, che deve rientrare nella scuola dell’obbligo;
enti di formazione che, supportati da scelte legislative, considerano gli insegnanti un bancomat.
Ho dimenticato qualcosa? sicuramente, perché sono così tanti i mali della scuola italiana che è purtroppo difficile elencarli tutte.
Noi docenti però siamo sempre lì in prima linea a sopperire alle lacune del sistema. La pazienza ha un limite e spero tanto che siano sempre più gli insegnanti che imparino a dire no e che, con professionalità, si attengano solo a quello che è d’obbligo, evitando il volontariato diffuso.
Solo così, dal basso, inizieremo a cambiare il sistema scolastico italiano e a scardinarne la deriva a cui ci ha portato un’autonomia scolastica incontrollata e spesso anarchica. La Gilda degli Insegnanti in questo panorama può e deve restare il riferimento per una scuola di qualità, con docenti di ruolo, ben pagati e liberi dalle molestie burocratiche. Continueremo a dare voce alle istanze di tutti coloro che credono in un cambiamento e che vogliono riportare il tema dell’istruzione e gli insegnanti al centro del dibattito politico.
Buon 2025/26 a tutti.
Vito Carlo Castellana
Coordinatore nazionale Gilda degli Insegnanti FGU